Una voce unica per i gatti delle nostre città
Rete Felina mette in connessione tutori di colonia, Comuni e ASL per la corretta e uniforme applicazione delle norme a tutela dei felini.
Perché esiste
Le norme ci sono, ma l’applicazione è disomogenea: modulistica diversa da Comune a Comune, sterilizzazioni che arrivano tardi, ruoli poco chiari tra ASL, amministrazioni e volontariato. La sorte di una colonia non può dipendere dalla sensibilità del singolo ufficio.
Dieci anni dal campo
Rete Felina raccoglie l’esperienza decennale del progetto pilota «I Felini di Puglia», ideato e avviato nel 2016 da Mariagrazia Distante. Nato per affrontare l’inadempienza delle ASL in due province pugliesi, ha coinvolto circa 50 Comuni, attivato sterilizzazioni nelle ASL, definito modulistica e tracciabilità, e portato all’installazione di mangiatoie innovative come GattoFioriera e GattaPanca. Recentemente l’esperienza è stata esportata in Calabria, a Lamezia Terme.
Alessandro RicciutiNon basta che una legge esista, deve essere applicata in modo uguale per tutti. Il nostro compito è fare da ponte fra chi sul campo accudisce gli animali e le istituzioni.
Trasparenza e misurazione
Fin dall’avvio raccogliamo metriche di base — nuovi nodi attivati, colonie censite, gatti sterilizzati, Comuni coinvolti — e pubblicheremo un report a un anno dal lancio. Sul fronte storico, gli interventi del progetto pilota in Puglia e Calabria sono già pubblicamente documentati: 7 delibere comunali, oltre 500 sterilizzazioni a Lamezia Terme su 100 colonie censite.
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